Grosseto, Vetrini: "Indiani rimasto perché convinto del nostro progetto"
Dalla conferma di Paolo Indiani fino alle strategie per affrontare il ritorno tra i professionisti. Il direttore generale del Grosseto Filippo Vetrini , intervenuto ai microfoni della radio ufficiale di TuttoMercatoWeb.com , ha raccontato i retroscena del rinnovo del tecnico fino al 2028, analizzato il livello del prossimo Girone B e tracciato le linee guida del mercato biancorosso in vista della Serie C.
Direttore, per qualche giorno si è avuta la sensazione che Paolo Indiani potesse lasciare Grosseto. Quanto avete temuto il suo addio? "La percezione che potesse andare alla Pistoiese l'ho avuta anch'io, perché il problema sarebbe stato sostanzialmente quello. Però sono bastati pochi minuti per spiegargli quale fosse il nostro progetto e così abbiamo deciso di comune accordo di continuare. Credo che il rapporto umano faccia la differenza. Lo conosco da tanti anni e penso che il fatto di trovarci veramente bene a lavorare insieme abbia inciso molto. Inoltre credo che abbia piacere a ritornare in Serie C cercando di fare le cose per bene".
Che campionato si aspetta dal prossimo Girone B? "Affronteremo un girone di ferro. Forse lo scorso anno il Girone B sembrava quello un po' più semplice, mentre quest'anno con Reggiana, Pescara e Spezia credo che sarà quasi una Serie B2. Anche dal punto di vista del fascino sarà un campionato bellissimo".
A proposito di Girone B, il Ravenna ha tesserato Ronaldinho. Quanto c'è di marketing in questa operazione? "Il Ravenna ha una proprietà e una dirigenza così forti da potersi permettere anche questo tipo di operazioni. Credo sia una scelta più scenografica che realmente tecnica. Ronaldinho ha 46 anni e, pur essendo vero che alcuni campioni continuano a esprimersi a grandi livelli anche in età avanzata, penso che in un organico importante come quello del Ravenna non si possa considerare Ronaldinho un titolare. La notizia ha incuriosito anche me, ma credo sia soprattutto un'operazione di marketing".
Come si costruisce una squadra neopromossa dalla Serie D alla Serie C? Quanto cambierà il Grosseto? "È una bella domanda e probabilmente la risposta dipenderà anche dal risultato finale. Bisognerà capire quanti calciatori dell'organico precedente riusciranno a rimanere e quanti nuovi arriveranno. È evidente che la Serie C ha ritmi diversi rispetto alla Serie D e quindi sicuramente cambieremo qualcosa in più rispetto a quanto avevamo pensato fino a qualche giorno fa. Poi bisogna rientrare nella lista dei 23 professionisti e prestare grande attenzione al salary cap, perché per una neopromossa non è una cifra così elevata. In linea di massima non vogliamo perdere le caratteristiche che hanno contraddistinto il Grosseto, ovvero un calcio propositivo, che ci piacerebbe riproporre anche in Serie C. Naturalmente ci approcceremo a questo campionato con grandissimo rispetto, viste le squadre che comporranno il girone".